
Cosa c'è dietro la voce circolata pochi giorni fa sul possibile abbandono dell'allenatore che in poco tempo ha portato la squadra da una situazione allarmantissima a un dodicesimo posto? Vera intenzione di lasciare la Lazio o semplice tentativo di smuovere la società?
Tanti i nomi circolati intorno alla Lazio in questo periodo: Martinez, Pintos, Santos, Comotto. Ma ancora nessuno è ufficialmente nostro. Ed effettivamente c'è tempo fino al 30 agosto, ma il ritiro inizia tra un mese e sarebbe opportuno avere un organico almeno già assestato se non proprio completo, e lasciare gli ultimi botti di mercato alla fine. Si sa che mano a mano che avanza l'estate le migliori occasioni svniscono. Il mister però sembra preoccupato più per il mercato in uscita: i giocatori in organico sono attualmente ben 39, nonostante si siano già svincolati Baronio, Dabo, Hitzlsperger, Cruz e Siviglia, e Inzaghi abbia scelto di appendere gli scarpini al chiodo e di lavorare nel settore giovanile. Vuole 23-24 giocatori, oltre a qualche primavera. E' auspicabile cedere Kolarov ( a cui vanno i nostri migliori auguri in vista dei mondiali, così come a Lichtsteiner e a Muslera, a meno che non debbano affrontare gli azzurri) senza pretendere cifre spropositate, visto che il ragazzo è intenzionato ad andarsene, riscattare Floccari e trattenere Zarate. E, a mio avviso, anche lo svizzero è un giocatore prezioso e malleabile, da cui non si può prescindere dopo la partenza del compagno di reparto jugoslavo.
Reja non è nuovo a queste azioni plateali: lo fece già a Brescia e a Cagliari. Ma il fatto che abbia smentito sembra accreditare l'ipotesi di un atto volto a pressare la società per una migliore gestione di vendite e acquisti, in cui Lotito e soci hanno spesso incontrato non poche difficoltà. Del resto, è opportuno che la società faccia tesoro di una delle poche scelte azzeccate della stagione, e si tenga stretto un allenatore esperto e carismatico come il tecnico friuliano. E' proprio il carisma che sembra essere mancato a Ballardini, apparso troppo succube delle scelte della società e dei capricci dei giocatori, incapace di imporre l'utilizzo dei dissidenti e di lasciare in panchina qualche nome importante, pimo tra tutti Zarate, reduce da una stagione non certo esaltante. Reja ha invece effettuato scelte impopolari come l'impiego di Ledesma e la panchina per il giovane attaccante argentino beniamino dei tifosi, e i risultati gli hanno dato ragione. Questo è quello di cui la Lazio aveva e ha bisogno: un allenatore scomodo, che sappia imporre le sue scelte anche a costo di scontentare società, squadra e tifoseria. Dunque buon lavoro, mister. Ci auguriamo che resti con noi ancora a lungo, aiutandoci a raggiungere obiettivi che siano più adeguati alla Lazio e a lei.